Teenage Wasteland

It's only teenage wasteland

CHI SONO

Utente: dawson82
Nome: Claudio

Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 13 aprile 2007

Image Hosted by ImageShack.us


...Giorno dopo giorno
senza quasi accorgersene
iniziò a pensare alla vita...
Un'abitudine che come una goccia leggera
su una roccia
scavò una piccola grotta
dentro la sua solitudine...

postato da: dawson82 alle ore 19:31 | link | commenti (1)
categorie:
sabato, 07 aprile 2007

Image Hosted by ImageShack.us



A cosa sevirebbe la contemplazione estetica o le emozioni molteplici che la vita dovrebbe e potrebbe donarci se non sono convissute e condivise?
A niente!

A cosa servirebbe andare sulla luna e da lì comodamente in panciolle contemplare il mondo distaccati se non ci fossero, lì accanto a te, due occhi nei quali affogare il tuo stupore o per piangere di gioia insieme?
A niente!

La vita non basta da sola, occorre uno sforzo ed è proprio nello
sforzo che le conferiamo un senso;
il senso della vita e' fare, progettare, crescere, arricchirsi nella tensione continua verso un ideale fatto di assoluta luce e purezza.

L' uomo è uomo se percorre lo spazio tra la natura data e la sua trasfigurazione.




Auguri di vero cuore a tutti, per tutto.

postato da: dawson82 alle ore 10:22 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 04 aprile 2007

L'alba di domani

L'alba di domani ci sorprenderà
addormentati ancora abbracciati
e lo stesso sogno ci trasporterà
oltre i confini più segreti,
forse un nuovo mondo ci riceverà
senza parole né paure
ed il nostro sguardo attraverserà
dei desideri la profondità.
Parla con me aspettando che spunti il giorno,
perchè non c'è niente che conta intorno,
ma la tua voce ancora un po' incerta non sa
quello che gli occhi ridendo confessano già.
Non dirmi no,
certe zone delle tua mente che ora non sai
si dischiudono lentamente
e se non ti fa paura
potrai guardare la tua natura
nell'alba di domani, nell'alba di domani
questo desiderio che ci prende, si sa,
e' un vortice lento,
e' un fuoco diverso,
fallo divampare, non ci brucerà,
perchè è la vertigine, l'instabilità.
Parla con me aspettando che spunti il giorno,
perchè non c'è niente che conta intorno,
ma la tua voce ancora un po' incerta non sa
quello che gli occhi ridendo confessano già.
Non dir di no,
certe zone della tua mente che ora non so
si dischiudono lentamente
e se non ti fa paura
potrai guardare la mia natura
nell'alba di domani, nell'alba di domani,
nell'alba di domani, nell'alba di domani, domani, domani...


[Tiromancino]

Image Hosted by ImageShack.us

postato da: dawson82 alle ore 11:35 | link | commenti
categorie:

Pensieri di una notte insonne...

Hai mai visto davvero il buio?

Capita che un giorno la luce se ne va. Provi ad inseguirla ma sfugge in un brillio intangibile, troppo lontano da te, troppo lontano dai tuoi occhi.

E così cala il buio, quello vero. Quello che annichilisce i sensi, sconquassa i pensieri, stordisce le sensazioni. Buio nero che vedi distintamente. E provi a fuggirne, cercando effimere fiaccole, che ti illuminino un po’. Sarà capitato anche a te. Esci, metti il tuo iPod nelle orecchie con dei pezzi belli cattivi ed inizi a correre,correre, correre: perchè il sudore e la fatica fanno comunque meno male dei pensieri. Oppure esci ed inizi a camminare lento, al passo che ti pare, sotto una pioggia battente, pesante, mentre il mondo attorno corre frenetico: nessuno con tutta l’acqua  che ti cade addosso noterà le tue lacrime. Ancora esci e prendi la moto e corri, spingi sul gas, veloce, nel tentativo che il brivido e la tensione animino l’insopportabile stasi del tuo spirito. E non c’è brivido che nasce quando ti senti già spento. E non c’è freddo che può dirsi freddo quando il tuo cuore è gelato. E ti accorgi che l’unico posto in cui non puoi stare è quello che prima non avresti mai cambiato. E le pareti di casa assorbono parti di te che se ne vanno, il soffitto fa da specchio ai tuoi pensieri più intensi. Realtà e ricordi fanno a pugni in ogni angolo, a contendersi l’ultima immagine di lei.

E le canzoni sanno troppo. E le canzoni non sbagliano più, non parlano più degli altri, stavolta cantano te. E ti avvolgi in note sparate a palla, un po’ di rumore coprirà il ronzio estenuante delle tue paranoie. Perchè come diceva uno che ne sa sempre una più di me le canzoni non ti tradiscono. Le canzoni, le tue canzoni, quelle che poi hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, intatte. Delle canzoni, delle tue canzoni, puoi sempre fidarti. E fai quasi a pugni con tuo buon amico, quando davanti non vedi lui, il buio lo copre: dinanzi fai a botte con il tuo dolore, in un conto aperto che d’improvviso balza fuori da saldare. Il buio ti avvolge, ti fa impazzire, il buio divora i sogni e le sicurezze. Ed allora ti siedi ed aspetti quel giorno in cui capirai che il buio c’è, ma la luce esiste, se una volta ti ha davvero illuminato e nel mondo saprai riconoscerla semmai un giorno un raggio ti sfiorerà ancora. E la farai tua, e sembrerà ancor più splendida.

Allora, hai mai visto davvero il buio?

 

  [CLA`]

 


Image Hosted by ImageShack.us

postato da: dawson82 alle ore 11:25 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 18 gennaio 2007

dal blog di Paolo Ziliani (www.paoloziliani.it)

Image Hosted by ImageShack.us
Ecco il pezzo scritto dal giornalista Mediaset Paolo Ziliani dopo Juventus-Cesena.
Finalmente un giornalista che ha il coraggio di scrivere le cose negli stessi termini in cui le abbiamo pensate un po' tutti noi.


"Signore e signori, tenetevi forte! Oggi, 16 gennaio dell’anno di grazia 2007, la notizia da prima pagina, nel pianeta pallone, è che in casa-Juventus Calciopoli non è servita a niente, la condanna alla B men che meno, il rinnovamento nei quadri dirigenziali e tecnici zero virgola zero. Dopo aver assistito a Juventus-Cesena 2-1, la certezza è che la Juventus del Nuovo Corso è uguale alla Juventus del Vecchio Corso; arrogante e prepotente, isterica e impunita per diritto divino, per capirci, la stessa sbobba dei tempi di Moggi e Giraudo, Bettega e Capello, Cannavaro e Vieira. E la svolta tanto decantata, una leggenda metropolitana. Juventus-Cesena 2-1, arbitro Banti, match di recupero del campionato di serie B, è stata una partita da “Oggi le comiche”. E se per caso non l’avete vista, siete pregati di seguirci: le mirabolanti avventure di Indiana Jones, al confronto, sono roba da boy scout!

JONATHAN L’INCORREGGIBILE. È la metà del secondo tempo, la Juve vince 2-0, il clima è da calma piatta: vero e proprio tran tran. In difesa, però, ci sono Birindelli, Kovac, Zebina e Balzaretti, e all’improvviso – come un fungo velenoso – ecco spuntare il gol di Papa Waigo, del Cesena, che riapre la partita. Il 2-1 risveglia i fantasmi di Juventus-Arezzo (da 2-0 a 2-2) e risveglia, soprattutto, la follia di Zebina. Che di lì a poco, nella metà campo del Cesena, subisce fallo da Mezavilla e da terra, sotto gli occhi di tutti, decide di scalciare l’avversario che due secondi dopo gli passa davanti. Tutto succede sotto gli occhi dell’arbitro Banti, che sembra non fare una piega: tant’è vero che il quarto uomo deve addirittura entrare in campo per suggerire all’arbitro che Zebina, insomma, andrebbe cacciato. Detto e fatto.

SANGUE AGLI OCCHI. Come in una specie di deja-vu, il cartellino rosso mostrato a Zebina scatena l’inferno in campo: esattamente come a Genova, quando Farina mostrò a Nedved il cartellino rosso per un’entrata spezza-caviglie su Bega. Allora, Pavel reagì rifilando un pestone all’arbitro e dando vita ad una sceneggiata napoletana (5 giornate di squalifica confermate in primo e secondo grado). Zebina in confronto si comporta invece da autentico signore; ed è vero, tiene il gioco fermo 2 minuti, ma si limita a dire al quarto uomo che non può, proprio lui, così distante, avere visto il suo scalciare. Del Piero, intanto, comincia a dare segni di nervosismo.

TUTTI GIU’ PER TERRA! In 10 contro 11, la Juve va in affanno. E succede che Alex Del Piero faccia una cosa che ogni calciatore, una volta nella vita, fa: cioè, simula, e cade in corsa senza essere toccato. Banti lo ammonisce, lui si rialza furente e va a cercare, chissà perché, il quarto uomo: “Così non va bene! – gli dice – stavolta non sei andato dall’arbitro a dirgli che il fallo c’era!”. Imbarazzante. Il quarto uomo si sforza di non rispondere, Del Piero insiste. In campo l’atmosfera comincia a farsi irrespirabile, gli juventini sono isterici: l’impressione è che uno scempio arbitrale senza precedenti (tipo Iuliano-Ronaldo, arbitro Ceccarini, all’incontrario) si sia abbattuto su di loro, vittime innocenti. Invece, c’è stata solo la solita, stupida “zebinata”.

MUORE IL REGOLAMENTO. Il Cesena spinge alla ricerca del pareggio, la Juve si difende, ringhia e protesta. Marchisio, a metà campo, commette un fallo da rosso (entrata voluta, in ritardo, sul piede d’appoggio di un avversario): Banti lo ammonisce. Si riprende e c’è una palla che spiove nell’area juventina: il giovane De Ceglie, appena entrato al posto di Kovac (infortunio numero 18 del campionato juventino!), contrasta Papa Waigo ma va completamente nel pallone stoppando letteralmente la palla col braccio. Come si diceva una volta: rigore grande come una casa. Ma in campo il clima è da Far West e lo sceriffo (Banti) e i suoi vice (Rosi e Carretta) hanno perso tutto il loro coraggio: il gioco prosegue.

MEGLIO DI DE SANTIS. Ma il bello, come si dice in questi casi, deve ancora venire. E arriva puntuale nel primo dei 3 minuti di recupero, quando succede questo: c’è un pallone alto che spiove nell’area della Juventus e si vede Mirante (il portiere che sostituisce Buffon) lanciarsi dai pali. Un giocatore del Cesena, il n. 14 Mezavilla, ha le spalle alla porta e sta aspettando che il pallone arrivi sulla sua testa quando da dietro viene travolto da Mirante che tenta una goffa presa: Mezavilla cade e cade anche il pallone dalle mani di Mirante. Pellè, che è a un passo, si avventa sulla palla, si avvita e in mezza rovesciata realizza il gol del 2-2 tra la disperazione dei difensori juventini. I giocatori del Cesena esultano, ma la gioia dura poco: l’arbitro Banti arriva infatti di gran carriera e annulla il gol spiegando (come De Santis in Juve-Parma 1-0, gol di Cannavaro del Parma annullato per inesistente fallo di confusione) che lui ha visto bene, anzi benissimo, il fallo di un giocatore del Cesena sul portiere. Sbalordimento generale. Partono i replay e la sola cosa che si vede è Mirante che travolge, letteralmente, Mezavilla – che nemmeno lo vede - sbagliando completamente tempi e modi dell’intervento (invece di respingere di pugno, e allontanare la palla, tenta la presa, che non gli riesce). Incredibile ma vero, mentre tutto questo accade si nota Deschamps che trova il modo di mostrarsi inviperito (lo si vede entrare in campo furente come a dire: “Ma come, adesso anche i falli sul portiere, ci fanno?”) e quando l’arbitro fischia la fine è ancora lì, in primo piano, intento a protestare col quarto uomo che per 20 minuti è stato insolentito, senza tregua, e senza che nessuno dicesse niente a Del Piero, dal capitano della Juve.

FRITTATA RIVOLTATA. Juventus-Cesena è finita 2-1, la squadra romagnola ha subito torti che definire colossali è dire poco, ma se qualcuno accendesse la tivù in questo momento penserebbe che la Juventus è stata seviziata. Del Piero s’imbuca nel sottopassaggio nero come la pece, Deschamps non la smette di esigere spiegazioni, i giocatori della vecchia guardia (Birindelli in testa) sono fuori di sé e ululano e imprecano all’indirizzo di arbitro, guardalinee, quarto uomo e del mondo cinico e baro.

MORALE DELLA FAVOLA. La partita Juventus-Cesena, l’avrete capito, è stata un insulto al calcio. Ma la cosa peggiore è stato il comportamento della Juventus, e in particolare di Del Piero, il capitano, e di Deschamps, l’allenatore: un insulto all’educazione e alla decenza, oltre che all’intelligenza. Dispiace dirlo: sono passati 9 mesi, dall’esplosione di Calciopoli, ma alla Juventus degli intoccabili il tempo è trascorso invano. È ufficiale: la Nuova Era juventina era una bufala."

Paolo Ziliani

postato da: dawson82 alle ore 10:22 | link | commenti
categorie:
martedì, 05 dicembre 2006

Walk on

Free Image Hosting at www.ImageShack.us
And love
is not the easy thing
the only baggage
that you can bring
not the easy thing
the only baggage you can bring
is all that you can't
leave behind
and if the darkness is
to keep us apart...
and if the daylight feels like it's
a long way off...
and if your glass heart
should crack
and for a second
you turn back
Oh no be strong
Oh oh Walk on...
Walk on...
what got
they can't steal it
no they can't even feel it
Walk on...
Walk on...
stay safe tonight
you're packing a suitcase for
a place
none of us has been...
a place that has to be believed
to be seen
you could have flown away
a singing bird
in an open cage
who will only fly
only fly for freedom
oh oh Walk on...
Walk on...
what you got
you can't deny it
can't sell it or buy it
Walk on...
Walk on...
you stay safe tonight
and know it aches
how your heart it breaks
you can only take so much
Walk on
Walk on...
home...
hard to know what it is
if you never had one
home...
I can't say where it is
but I know I'm going
home...
that's where the hurt is
and I know it aches
and your heart it breaks
you can only take so much
Walk on
uh leave it behind...
you've got to leave it behind
all that you fashion...
all that you make
all that you build
all that you break
all that you measure...
all that you feel
all this you can
leave behind...
all that you reason...
all that you care
all that you sense
all that you scheme
all you dress up...
and all that you see
all you create
all that you wreck...

postato da: dawson82 alle ore 20:51 | link | commenti (3)
categorie:
giovedì, 23 novembre 2006

Dint'all'uocchie e sti guagliun ca se scordano e prubliem e se mettono a cantà

Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Di questi tempi chiunque sembra provi gusto a riempirsi la bocca di paroloni tirati a lucido per l'occasione o di consigli così tanto banalmente sensati quanto meramente improponibili. Oggetto della questione? L'emergenza napoletana. Ho sempre amato la mia città, l'ho sempre guardata con gli occhi con cui si guarda la persona amata, imparandola ad amare per i suoi pregi ed i suoi difetti, per le sua affascinanti contraddizioni. E' con la stessa passione che ora però mi piange il cuore. Mai ho conosciuto uno stato di degrado di queste dimensioni. Emergenza rifiuti, oscenità in ogni angolo della città, criminalità senza alcun controllo. Si è perso credo il senso della normalità in una città che è sempre stata sopra le righe ma mai incurata come negli ultimi anni. O forse, cosa ancora più grave, il senso della normalità più che perso è semplicemente cambiato, tanto che più nulla ci sorprende più del dovuto. Chi vuole leggere nelle mie righe una sorta di esagerazione provi a recarsi in giro per il capoluogo partenopeo. Visiti la zona della posta centrale, un tempo uno dei fiori all'occhiello della città, guardi il degrado sui marciapiedi, dove vagabondi allestiscono camere da letto con veri e propri comodini, l'immondizia prolifera ogni giorno di più e l'abbandono è sotto l'occhio di tutti. Chi vede ancora una Napoli amministrata saggiamente si rechi in piazza Garibaldi, la corte dei Miracoli per eccellenza. La cartolina d'ingresso che Napoli offre a chi scendendo da un treno approda a lei è quantomeno tragicomica. Chi ancora serba dubbi vada nella zona dei tribunali dove le chiese sono chiuse e le opere d'arte sono chiuse da anni al pubblico e le uniche opere di recupero e restauro sono finanziate dai religiosi del posto.
E' solo però  negli ultimissimi tempi che la voce  si sta alzando a livello nazionale. Occorreva l'ennesima escalation nei delitti della camorra per ottenre titoli da prima pagina. Qualcuno si indigna, qualcuno fa finta di indignarsi, approfittando della situazione per distogliere l'attenzione dalla finanziaria peggiore di sempre (per il Financial Times Padoa Schioppa è ultimo addirittura nella classifica dei ministri dell'economia europei). Poi c'è lui, il Giulivo. La voce soporifera fuori dal coro. Secondo lui essendoci stati un paio di morti in meno dello scorso anno la situazione a Napoli è meno critica che negli anni passati e non c'entra nulla con l'indulto.
Attendo qualche secondo perchè rileggiate attentamente.
Vi rendete conto che qui il termometro della città è misurato sui morti? E chi lo va a dire al Giulivo che qui si ha paura di far uscire solio i figli la sera? Chi informa Romano e Mastella che qui si accoltella per un cellulare? Che non esistono più zone pericolose e zone più tranquille? Ma forse 3 accoltellamenti in meno dello scorso anno sono un chiaro indice dell'esagerazione della nostra preoccupazione.
Servirebbe forse la calcolatrice di Padoa Schioppa al Giulivo per capire che su 8mila beneficiari dell'indulto nel napoletano 1.118 sono stati arrestati in flagranza di reato e rispediti in cella?
Almeno l'amministrazione si dà da fare.
Bassolino e la Iervolino continuano ad organizzare feste di piazza e a costruire asili nido.
E intanto il cuore di Napoli continua a sanguinare.

postato da: dawson82 alle ore 19:04 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 22 novembre 2006

Ridiamo.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda. Come il mare che si ostinano a chiamare furioso mentre le tempeste non sono che i suoi sghignazzi.
Come le nuvole che se piangono pioggia è solo per il gran ridere.
Come il vento che non fa che sganasciarsi e soffia soltanto perché deve riposrae il respiro.
Ridiamo come il cielo che deve avere tutti i motivi per ridere di noi ma anche con noi.
Ridiamo come non potranno mai fare gli animali che non sanno cosa si perdono.
Ridiamo come solo i più fortunati riescono a fare. Ridiamo di cuore.


(da "La neve se ne frega")

postato da: dawson82 alle ore 19:38 | link | commenti (2)
categorie: